Chirurgia del corpo

Ricostruzione mammaria

Consiste nella ricostruzione della ghiandola mammaria, che può essere iniziata direttamente durante l'intervento di rimozione della neoplasia dal momento che, un'incisione ben collocata utilizzata per rimuovere la mammella, aiuterà successivamente il chirurgo plastico nel suo lavoro ricostruttivo.


In molti casi, inoltre, è possibile posizionare, al termine del tempo demolitivo, una protesi o un espansore cutaneo nello spazio retromuscolare in modo da poter iniziare a recuperare la mammella perduta per la malattia, nel più breve tempo possibile ed offrire già nell'immediato postoperatorio alla paziente, la garanzia che si sta pensando al suo recupero estetico futuro.

L'espansore è costituito da un involucro di silicone che viene collocato, con poco liquido al suo interno, in un piano preparato appositamente dietro il muscolo grande pettorale e che verrà poi riempito gradualmente dal chirurgo, con soluzione fisiologica, nel corso dei mesi, (normalmente 4-6 mesi sono necessari).

In questo modo si ottiene un'espansione dei tessuti muscolari-cutanei, sufficiente per collocare una protesi mammaria o lasciare lo stesso espansore quando adatto, rimodellandone al contempo la forma. Nello stesso tempo chirurgico si procede a recuperare la simmetria fra le due mammelle rimodellando anche l'altro seno. A distanza di pochi mesi e' possibile effettuare la ricostruzione del capezzolo e dell'areola con tessuti innestati, lembi o tatuaggio, a seconda delle preferenze della paziente e del chirurgo. Il concetto e' comunque che si tratta di una chirurgia che richiede una certa pazienza sia da parte delle pazienti che da parte del chirurgo al fine di ottenere dei risultati, per tappe, e raggiungere un aspetto estetico ottimale. Un'altra opzione ricostruttiva e' mediante l'utilizzo di lembi muscolo-cutanei, prelevati dall'addome o dalla regione dorsale. Tali interventi, in genere piu' impegnativi, prevedono anche altre tappe di rimodellamento della mammella controlaterale e di ricostruzione dell'areola e del capezzolo.

La scelta della tecnica piu' appropriata va valutata prendendo in considerazione vari fattori, non ultimo il desiderio delle pazienti. La chirurgia che utilizza espansori e' piu' lunga perche' prevede l'espansione, ma e' una tecnica chirurgica meno traumatica che non altera aspetto e funzionalita' della parete addominale o della regione dorsale. Dall'altro lato, in presenza di pregresso trattamento radioterapico, e' meno consigliabile, per una maggiore incidenza di contrattura capsulare, la stessa descritta nella mastoplastica d'aumento. La chirurgia che utilizza i lembi e' invece poco indicata in presenza di forti fumatrici e nel caso di pregressi interventi chirurgici con una vascolarizzazione gia' in parte compromessa.

Analisi richieste per l'intervento

Emocromo completo, Azotemia, Creatinina, Glicemia, Transaminasi, Elettroliti, P.T., P.T.T., Fibrinogeno. Elettrocardiogramma (le analisi e l' E.C.G. hanno validita' per 4-5 mesi). L'intervento va sempre concordato con il Senologo/Oncologo che segue la paziente. Per quanto riguarda, quindi, ulteriori considerazioni su vantaggi e svantaggi, essi devono essere valutati specificatamente in relazione alla tecnica utilizzata.